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Decreto rilancio: smart working come misura di prevenzione

14 maggio 2020/News

Decreto rilancio: smart working come misura di prevenzione

 

 

Buone notizie per i genitori! 

Secondo quanto indicato nel Decreto Rilancio, ai dipendenti del settore privato con figli minori di 14 anni sarà consentito di proseguire l’attività lavorativa in modalità agile sino al termine dell’emergenza Covid-19.

Il provvedimento mira a favorire, durante la fase di ripresa produttiva, la limitazione di presenze fisiche nelle aziende al fine di ridurre i rischi di contagio.

Si stima che siano coinvolti dai 6 agli 8 milioni di lavoratori e lavoratrici.

Il Decreto Rilancio stanzia complessivamente 55 miliardi per far ripartire l’economia italiana.

Dei 55 miliardi previsti dalla manovra, 25,6 miliardi sono destinati ai lavoratori, molti dei quali sono stati drammaticamente colpiti dall’emergenza sanitaria tuttora in corso.

Circa 15 miliardi di euro del Decreto Rilancio spetteranno invece alle imprese, oltre ai 4 miliardi di euro destinati al taglio delle tasse (per le aziende con fatturato non superiore ai 250 milioni di euro).

 

 

Diritto al lavoro agile

 

In attesa di conoscere il testo ufficiale, il contenuto dell’ultima bozza relativamente all’articolo 96 del Decreto Rilancio in merito al “Diritto al lavoro agile“ dice:

 “Fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di anni 14, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile anche in assenza degli accordi individuali,  fermo restando il rispetto degli obblighi informativi previsti dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81 e a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione”.

Congedo parentale e bonus baby sitter

 

Sono confermati anche il congedo parentale (per un massimo di 30 giorni, pagati al 50%) per mamme e papà con figli minori di 12 anni e il bonus baby sitter con un contributo previsto fino a 1200 euro (raddoppiato rispetto ai 600 euro precedenti) che potrà essere utilizzato anche per iscrivere i bambini ai centri estivi

Tra le misure previste, inoltre, la detraibilità delle spese per la frequenza dei centri estivi di bambini e ragazzi.
Secondo quanto indicato nella bozza, potranno essere portati in detrazione fiscale fino a € 300 di spese sostenute per la frequenza dei centri estivi.

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